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Il globo terrestre ha una febbre che,
per ora, non si riesce a guarire.
Le emissioni mondiali di CO
2
sono pari, infatti, a 4,4 tonnellate
procapite. I climatologi ritengono
che le emissioni totali si devono
almeno dimezzare entro il 2050,
per mantenere la concentrazione
di CO
2
eq nell'atmosfera intorno ai
450 ppm, limitando così l'aumento
della temperatura intorno ai 2°C.
Il Protocollo di Kyoto, firmato
ad oggi da 189 Paesi, non ha portato
i risultati previsti. Per questo
il summit di Copenhagen sarà
fondamentale per il futuro della lotta
contro il cambiamento climatico.
PAESI OCSE+
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
46%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
10,7
Domanda di energia procapite (tep):
4,5
Quota di Pil mondiale:
60%
[inclusi Paesi Eu non Ocse]
USA
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
20%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
18,7
Domanda di energia procapite (tep):
7,6
Quota di Pil mondiale:
21%
Kyoto:
Firma ­ 12 novembre 1998
Ratifica ­ non pervenuta
CALIFORNIA - HAWAII
Il governatore Arnold Schwarzenegger
ha firmato un mandato esecutivo che
impegna la California ad ottenere il
33% della sua energia elettrica da fonti
rinnovabili entro il 2030. L'unico paese
statunitense ad andare oltre sono
le Hawaii, che stanno cercando di
ottenere il 40% della propria energia
elettrica da fonti rinnovabili quanto
prima possibile, senza aspettare il
2030. Secondo la California Public
Utilities Commission il raggiungimento
dell'ambizioso obiettivo costerebbe
al Paese 60 miliardi di dollari.
BRASILE
Con quasi il 50% della produzione
energetica da fonti rinnovabili il Brasile
si piazza ai primi posti a livello
mondiale per la produzione di energia
verde. In particolare il Brasile si
distingue per la produzione di energia
idroelettrica, con quasi 80.000 Mw
installati e di etanolo. Il combustibile
derivato dalla canna da zucchero
è una realtà ampiamente consolidata
in Brasile, con una produzione di 27
miliardi di litri (dato 2008), dei quali
circa cinque esportati all'estero.
È prevista una forte espansione
anche nell'eolico, nel fotovoltaico,
nel mini-idro e nelle biomasse.
Kyoto:
Firma ­ 29 aprile 1998
Ratifica ­ 23 agosto 2002
SVEZIA
Secondo il Climate change
performance index 2009, la Svezia
è il paese più virtuoso del mondo in
termini di lotta ai cambiamenti climatici
e riduzione delle emissioni di CO
2
. Il
modello svedese si basa sulla carbon
tax, introdotta nel 1991. Da allora le
emissioni svedesi di gas serra si sono
ridotte del 9%, a fronte di una crescita
economica del 48%. Inoltre la tassa sul
carbonio frutta ogni anno allo Stato 15
miliardi di corone (1,4 miliardi di euro).
Kyoto:
Firma ­ 29 aprile 1998
Ratifica ­ 31 maggio 2002
UE
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
13%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
7,8
Domanda di energia procapite (tep):
3,5
Quota di Pil mondiale:
22%
Kyoto:
Firma ­ 29 aprile 1998
Ratifica ­ 31 maggio 2002
UGANDA
L'Uganda è stato il primo Paese
africano ad intraprendere un progetto
di rimboschimento finalizzato alla
riduzione delle emissioni di CO
2
nel quadro del Clean Development
Mechanism previsto dal Protocollo
di Kyoto. Circa 2.137 ettari di verde
saranno ripristinati nell'area della riserva
forestale di Rwoho. L'attuazione del
progetto posizionerà l'Uganda ai primi
posti al mondo per la riduzione netta
di emissioni di CO
2
in atmosfera.
Kyoto:
Ratifica 25 marzo 2002
SUDAFRICA
I Mondiali di calcio del 2010 in Sud
Africa rischiano di essere ricordati
come quelli a maggior impatto
ambientale della storia. Secondo
le stime del ministro dell'ambiente
sudafricano, Buyelwa Sonjica,
le emissioni di CO
2
prodotte nel
corso della manifestazione sportiva
saranno 900mila tonnellate, quasi
dieci volte quelle della Coppa
del Mondo 2006 ospitata
dalla Germania.
Kyoto:
Ratifica 31 luglio 2002
MALDIVE
Il governo delle Maldive ha tenuto la
prima riunione "subacquea" al mondo.
L'esecutivo dell'arcipelago corallino si è
immerso nei pressi della capitale Malè
per sensibilizzare il mondo sui
cambiamenti climatici e il riscaldamento
globale che minacciano l'esistenza delle
Maldive. A 5 metri di profondità è stato
firmato un appello per la riduzione
globale delle emissioni di gas serra.
Kyoto:
Firma ­ 16 marzo 1998
Ratifica ­ 30 dicembre 1998
GIAPPONE
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
4%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
9,6
Domanda di energia procapite (tep):
4,0
Quota di Pil mondiale:
7%
Kyoto:
Firma ­ 28 aprile 1998
Ratifica ­ 4 giugno 2002
RUSSIA
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
5%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
11,1
Domanda di energia procapite (tep):
4,7
Quota di Pil mondiale:
3%
Kyoto:
Firma ­ 11 marzo 1999
Ratifica ­ 18 novembre 2004
CINA
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
21%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
4,6
Domanda di energia procapite (tep):
1,5
Quota di Pil mondiale:
11%
Kyoto:
Firma ­ 29 maggio 1998
Ratifica ­ 30 agosto 2002
INDIA
Quota delle emissioni mondiali di CO
2
:
5%
Emissioni di CO
2
procapite (ton):
1,2
Domanda di energia procapite (tep):
0,5
Quota di Pil mondiale:
5%
Kyoto:
Ratifica ­ 26 agosto 2002
L'ESPOSIZIONE GLOBALE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
I
GRAVE-ESTREMA
I
MODERATA-SIGNIFICATIVA
La mappa, che mostra
il grado di esposizione
dei singoli paesi ai cambiamenti
del clima, si basa sullo scenario
A1 utilizzato dall'Ipcc.
Tale scenario prefigura
una crescita economica molto
veloce, una popolazione
mondiale che tocca il picco
a metà del secolo e poi inizia a
diminuire e una rapida introduzione
di tecnologie nuove e più efficienti.
AUSTRALIA
L'Australia è uno dei Paesi con il più alto
tasso di emissioni di CO
2
procapite con
18,7 tonnellate l'anno. Il Paese, che ha
ratificato il Protocollo di Kyoto solo due
anni fa, si è formalmente impegnato
a ridurre entro il 2020 le proprie
emissioni del 25% rispetto al 2000.
Kyoto:
Firma ­ 29 aprile 1998
Ratifica ­ 12 dicembre 2007
La febbre della Terra
Fonti: le emissioni di CO
2
sono solo quelle riportate nel World Energy Outlook 2009 della International Energy Agency e riferiscono alle emissioni 2007 energy related (da combustione di fossil fuel).
Le date di firma e di ratifica del Protocollo di Kyoto sono aggiornate al 6 novembre 2009 dal United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc).