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pochi giorni dall'inizio della Conferenza sui
cambiamenti climatici di Copenaghen, i lea-
der mondiali hanno ammesso che è im-
probabile che si firmerà un trattato in oc-
casione del vertice. Allo stesso tempo, i
legislatori statunitensi stanno cercando di
produrre un disegno di legge sul cambia-
mento climatico considerato cruciale per il
contributo degli Stati Uniti. Il senatore John
Kerry, che sta portando avanti con sforzo
questo impegno, ci spiega la missione dei
negoziatori statunitensi, illustrandone
obiettivi e difficoltà. "Si tratta di lavorarci
giorno per giorno e poi vedremo dove arri-
viamo", spiega Kerry.
Una visione realistica ma anche fiduciosa
per il fatto che "ogni giorno stiamo facendo progressi".
Dopo che una Commissione del Senato ha
approvato la sua versione della legge sul
cambiamento climatico, lei ha affermato che tale
evento ha rappresentato un chiaro messaggio a
tutto il mondo sulla seria volontà degli Stati Uniti di
affrontare il cambiamento climatico e di garantire
un futuro fatto di energia pulita. Ma il messaggio
non è altrettanto chiaro per il resto del mondo. Se
arriverete a Copenhagen con il Senato ancora
intento a discutere su vari progetti di legge, come
farete a convincere altri paesi, soprattutto le
nazioni in via di sviluppo, a impegnarsi e a
prendere decisioni difficili?
Noi speriamo di andare a Copenhagen con un progetto di
legge bipartisan che raccolga il meglio di tutti i lavori delle
commissioni e rappresenti il quadro di riferimento che verrà
proposto al Senato dal leader democratico, Harry Reid.
Credo che saremo in grado di stilare un progetto di legge che
susciti un più ampio supporto nel Senato. Ed è questo il mes-
saggio che daremo a Copenhagen: che dopo avere risolto al-
tre questioni prioritarie, come la riforma sanitaria e quella
finanziaria, il leader dei democratici sottoporrà al Senato un
progetto di legge.
Pensa che la missione dei negoziatori statunitensi a
Copenhagen sia quella di premere per un trattato
che possa risultare accettabile da parte del Senato?
In tal caso, si tratterebbe di un trattato accettabile
anche per il resto del mondo?
Sono convinto che un approccio completo verso il cambia-
mento climatico, a patto che si tratti di un approccio auten-
tico ­ e ciò che facciamo negli Stati Uniti deve essere auten-
tico ­ risulterà accettabile anche per il resto del mondo. Sì,
credo di sì. Non penso che debba esser fatto su misura per
noi. Non è questo che stiamo cercando di fare. Stiamo cer-
cando di andare nella stessa direzione che è già stata scelta
da altri paesi e di adattarla alla nostra realtà. Per esempio,
4
numero
otto
Gli impegni Usa sul clima. Le previsioni del senatore
Non voglio discutere di un'alternativa perché penso che sia fondamentale
raggiungere un accordo e voglio focalizzarmi su quanto c'è di positivo.
Mi rifiuto di parlare di ritirate, alternative o fallimenti
Un fallimento?
Non è possibile
MOLLY
MOORE
A
JOHN F. KERRY