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Editore
eni spa
Presidente:
Roberto Poli
Amministratore delegato:
Paolo Scaroni
Consiglio di amministrazione:
Alberto Clò, Paolo A. Colombo,
Paolo Marchioni, Marco Reboa, Mario Resca,
Pierluigi Scibetta, Francesco Taranto
Piazzale Enrico Mattei, 1
00144 Roma ­ www.eni.com
Trimestrale ENI - Anno 2
N. 8 Dicembre 2009
Autorizzazione del Tribunale di Roma
n. 19/2008 del 21.01.2008
8
N.
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d
Direttore responsabile:
Gianni Di Giovanni
Direttore editoriale:
Stefano Lucchini
Comitato editoriale:
Coordinatore
Lucia Annunziata
Geminello Alvi, Bernardo Bortolotti,
Valerio Castronovo, Alberto Clò, Marta Dassù,
Guido Gentili, Harold W. Kroto, Raffaella Leone,
Leonardo Maugeri, Edward Morse,
Moises Naim, Joaquin Navarro Valls,
Paolo Nicolini, Daniel G. Nocera, Mario Pirani,
Federico Rampini, Marco Ravaglioli,
Carlo Rossella, Giulio Sapelli, Giuseppe Turani,
Daniela Viglione, Enzo Viscusi
I
n redazione:
Coordinatore
Clara Sanna
Charlotte Bolask, Francesca De Giglio,
Simona Manna, Alessandra Mina,
Serena Sabino, John St. Jean
Autori:
Daniel Athzori, Pino Buongiorno, Carlo Carraro,
Christian Gollier, James Hansen, Thomas Heller,
Marc Antony Jacobs, Zou Ji, Rita Kirby,
Janne Haaland Matlary, Molly Moore,
Jean Marcel Tirole
Foto:
Afp, Ap, Corbis, Getty Images, Masdar,
Olycom, Redux Pictures, Reuters, Sie photo,
Enzo Signorelli
Redazione e produzione:
Agi, via Cristoforo Colombo, 98
00147 Roma
tel. +39 06 51996254 -385
fax + 39 06 51996286
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Progetto grafico:
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Collaborazione al progetto:
Sabrina Mossetto
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Stampa:
In Italia:
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In Usa:
Schumann Printers, Inc - Fall River, WI
Traduzioni:
TransPerfect Translations - Milano
www.transperfect.com
Chiuso in redazione il 27 novembre 2009
Carta Bioprima Book delle Cartiere Miliani Fabriano
S.p.A. Fabbricata con il 100% di cellulose TCF di alto
pregio provenienti da aree di silvicoltura. Conforme
alla norma ISO 9706 (LONG LIFE), non contiene sbiancanti ottici
ed è ACID FREE con riserva alcalina a garanzia di lunga
conservazione.
openhagen: ci sia-
mo. Si conclude la
lunga attesa, l'alta-
lena di speranze e
frustrazioni per una
Conferenza
alla
quale, incautamente, si erano legate aspet-
tative di svolta epocale nelle politiche inter-
nazionali sull'ambiente e sul clima.
A questo evento, Oil vuole essere presente con un nu-
mero quasi monografico e più ricco del solito che ­
come è nello stile della rivista ­ punta a contribuire al
dibattito e alla riflessione sui temi che verranno af-
frontati nella capitale danese. Ospitando contributi di
segno diverso, ma tutti accomunati da una caratteri-
stica di assoluto rigore e di massima autorevolezza,
espressione di differenti protagonisti e posizioni in
campo.
Un dato appare prevalente. Nessuno degli esperti si fa
molte illusioni: è del tutto tramontata l'ipotesi che da
Copenhagen possa scaturire un piano condiviso per la
riduzione dell'inquinamento e dell'effetto serra. Ma
questo non appare un male irrimediabile. Dalla con-
ferenza di Kyoto un piano del genere emerse, ma ri-
mase poi lettera morta per la mancanza delle effettive
condizioni per realizzarlo. Meglio puntare, oggi, su un
solido impegno politico sui principi, che diventi suc-
cessivamente la base per interventi tecnici realmente
efficaci. È l'opinione espressa sulle pagine di Oil da un
esperto come Carlo Carraro, rettore della Ca' Foscari,
il quale definisce la Conferenza di Copenhagen come
una tappa in vista di un ulteriore percorso di nego-
ziati. Un punto di vista significativamente condiviso da
altri qualificatissimi addetti ai lavori come il senatore
John Kerry, candidato alle presidenziali americane del
2004 (il quale rifiuta perfino l'ipotesi che un accordo
politico a Copenhagen possa mancare), Frank Loy,
stretto consulente del presidente Obama del quale
sottolinea l'impegno sulla questione energetica, Tho-
mas Heller, giurista e re-
sponsabile del Climate Policy
Initiative.
Guardando a Copenhagen,
Paolo Scaroni, amministra-
tore delegato di Eni, sottoli-
nea come al fondo del problema ambientale ci sia una
grande questione culturale e morale legata alla con-
cezione stessa dell'energia e dello sviluppo e ricorda
la proposta Eni per contrastare la crisi ecologica.
La posizione dell'Unione europea al vertice di Co-
penhagen viene espressa da Jos Delbeke, della dire-
zione generale Ambiente della Commissione, mentre
Zou Ji, dell'Università di Renmin (Pechino), ricorda
come la Cina, alle prese ancora ­ a volte lo si dimen-
tica ­ con gravi problemi di sottosviluppo, non possa
non porsi come priorità la crescita economica e so-
ciale, anche a discapito delle questioni ambientali.
Christian Gollier e Jean Tirole, della Scuola di Eco-
nomia di Tolosa, descrivono la strategia francese che
punta sulla carbon tax.
Accanto a questi interventi legati soprattutto alle scelte
operative appare particolarmente interessante quello
di Janne Haaland Matlary, della Pontificia Accademia
delle Scienze Sociali, che ricorda il significato di ec-
cezionale valenza morale della presenza, a un tavolo
quale quello di Copenhagen, del rappresentante della
Santa Sede, portatore del punto di vista della Chiesa
cattolica.
Di carattere diverso (ma anch'essa inevitabilmente le-
gata al dibattito intorno al prossimo vertice) è infine
l'intervista esclusiva che Oil ha realizzato con l'am-
basciatore Richard Morningstar, del dipartimento di
Stato americano. Un'utilissima panoramica di carat-
tere politico diplomatico sui teatri principali della po-
litica energetica internazionale. È questo lo sfondo sul
quale Copenaghen prende il via.
GIANNI DI GIOVANNI
Sarà vigilia?
C
OPINIONI
L'editoriale
La rivincita (della prudenza) europea
di Lucia Annunziata
Intervista al senatore John Kerry
Un fallimento? Non è possibile
di Molly Moore
Intervista all'ambasciatore Richard L. Morningstar
South Stream, North Stream:
non li osteggiamo
di Rita Kirby
SOLUZIONE CARBON TAX
La febbre della Terra
E dopo Copenhagen?
di Carlo Carraro
Carbon tax: una proposta globale
di Paolo Scaroni
PUNTI DI VISTA
Cina: la priorità resta
la crescita economica
di Zou Ji
Carbon tax. La via francese
di Christian Gollier e Jean Marcel Tirole
No ad un accordo subito se sostenibile
di Marc Antony Jacobs
Copenhagen, l'incognita dei paesi emergenti
di Charlotte Bolask
3
4
9
STRUMENTI DI LAVORO
Dialoghi
Copenhagen:
le ragioni degli scettici
di Daniel Athzori
Società
Verso un secondo pianeta
di Valerio Castronovo
Data
Perso il treno del clima
di James Hansen
Data
Ripresa all'orizzonte?
a cura di Direzione Strategie e Sviluppo - Eni
Libri e rassegna stampa dall'Italia
e dal mondo
Appuntamenti
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Ambiente e sviluppo: la posizione
radicale della Santa Sede
di Janne Haaland Matlary
Produrre meno per salvare il clima
di John St. Jean
La fine di un inizio imperfetto
di Thomas Heller
Non è un miraggio
di Pino Buongiorno
Un Eden (quasi) sommerso
di Carlo Rossella