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camente chi opera nell'industria del petrolio. Anche le società
di servizi, ossia i produttori dei beni e dei servizi che ci oc-
corrono, dovranno adattarsi ai nuovi requisiti dettati dai
nuovi barili.
Quali sono questi requisiti?
Esistono tre tipi di problemi. In primo luogo dobbiamo svi-
luppare nuove modalità per gestire profondità maggiori, la
maturità delle riserve di petrolio, le risorse non convenzionali
e le condizioni climatiche estreme che caratterizzano le nuove
zone. Le difficoltà maggiori si riscontrano nelle piattaforme
di trivellazione e nell'attrezzatura. Anche le risorse umane
rappresentano un problema, poiché abbiamo bisogno di un
diverso tipo di operai, di più automazione, d'impianti più in-
dipendenti, con una minore presenza umana. La normativa
sta cambiando ovunque, soprattutto nelle nuove zone che at-
traggono molti investitori.
Crede che di qui a breve cambierà anche la struttura
della domanda?
Non nel futuro prossimo. L'uso di fonti di energia alternative
sta aumentando rapidamente, ma a nostro parere queste fonti
non andranno a intaccare il dominio dei combustibili fossili.
I biocombustibili sono una delle fonti alternative che subirà
una crescita, ma non sarà tale da poter sostituire in maniera
sostanziale nel mercato l'offerta di combustibili fossili. Se-
condo le stime di Petrobras, da qui al 2030 i biocombustibili
saranno la fonte di energia che registrerà la crescita mag-
giore. Abbiamo previsto un 5,3 percento di crescita l'anno.
Tuttavia, la percentuale di biocombustibili nelle fonti prima-
rie di energia continuerà a essere molto bassa.
E per quanto riguarda il mercato del gas quali sviluppi
prevede?
Credo che nel mercato del gas esistano due tipi di questioni.
La prima riguarda le nuove tecnologie legate allo shale gas,
che negli Stati Uniti sta totalmente cambiando il panorama
dell'offerta, e la possibilità d'incrementare in Europa l'ado-
zione di nuove tecnologie di fratturazione delle rocce che pos-
sono aumentare la produzione e modificare completamente
la situazione, decretando un passaggio da un mercato guidato
dalla domanda a uno orientato all'offerta, perché l'offerta di
gas naturale sarà ingente. La seconda questione riguarda
l'impatto sul cambiamento climatico dell'energia prodotta uti-
lizzando carbone. Se le tasse governative sul carbone au-
menteranno facendo lievitare i prezzi, allora ci sarà un mag-
gior ricorso al gas naturale nella generazione di energia e, a
seconda di cosa avverrà nelle varie aree geografiche, l'in-
cremento che si registrerà nella domanda di gas naturale po-
trà avere conseguenze sui gasdotti e sul mercato del Gnl.
Cosa accadrà dal punto di vista del prezzo?
Il prezzo rimarrà basso per un po' di tempo perché risentirà
delle pressioni dell'offerta. Credo che sarà molto difficile as-
sistere a un ritorno del prezzo ai livelli del passato perché il
prezzo internazionale del gas naturale è legato a quello del
Gnl, di cui si registra una grande offerta negli Stati Uniti, che
è il mercato più importante. Non mi aspetto un aumento del
prezzo nel mercato del gas.
Quali sono gli obiettivi di Petrobras in termini
di produzione e investimenti?
Siamo in procinto di presentare il nostro nuovo piano d'in-
vestimenti. Non è ancora pronto. Al momento abbiamo in-
vestimenti che ammontano a 174,4 miliardi di dollari per i
prossimi cinque anni, dal 2009 al 2013. Stiamo portando a
termine il nuovo piano che riguarderà gli anni compresi tra
il 2010 e il 2014. Probabilmente per questo periodo gli inve-
stimenti supereranno i 174 miliardi di dollari.
E dal punto di vista della produzione?
Abbiamo intenzione di aumentare la nostra produzione. Oggi
produciamo 2,5 milioni di barili al giorno. Intendiamo arri-
vare a 3,2 milioni di barili al giorno entro il 2013 e a 5,9 en-
tro il 2020.
Il governo brasiliano ha presentato una proposta
di legge per regolamentare lo sfruttamento dei nuovi
giacimenti. Che impatto avrà la nuova legislazione
sull'attività di Petrobras?
Avremo un ruolo più importante nell'industria petrolifera,
perché secondo la proposta in discussione al Congresso, sa-
remo l'unico operatore in tutte le nuove aree sottoposte a pre-
vendita. Utilizzeremo almeno il 30 percento dei nuovi inve-
stimenti nelle nuove aree, il che significa che il 70 percento
è a disposizione di altre aziende che lavoreranno con noi. Ci
impegniamo molto nelle politiche locali lungo la catena logi-
stica. Riteniamo che essere l'unico operatore nelle nuove
aree ci consentirà di sviluppare più velocemente le infra-
strutture necessarie per la produzione, e per questo saremo
sottoposti a forti pressioni perché ci sarà chiesto molto di più
di adesso in termini di rispetto degli obiettivi riguardanti la
produzione e gli investimenti.
Si tratta di un compito enorme per Petrobras. Come
vi state organizzando?
È un compito enorme. Petrobras vanta una lunga esperienza,
José Sergio
Gabrielli
de Azevedo
È amministratore delegato
di Petrobras, la compagnia
di stato brasiliana, dal
luglio 2005 e presidente del
consiglio direttivo di
Petrobras Transporte,
Petrobras Química e
Petrobras Gás. Tra il 2003
e il 2005
ha ricoperto le cariche
di direttore Finanziario
e direttore delle Relazioni
con gli investitori
di Petrobras, con
responsabilità di gestione
esecutiva della contabilità,
finanza, project finance,
pianificazione finanziaria
e amministrazione fiscale.
Gabrielli è anche
professore ordinario
di macroeconomia in
congedo presso l'Università
Federale di Bahia.
È stato vicedirettore
di ricerca e studi
post-laurea, direttore
della facoltà di Scienze
economiche, e
sovrintendente della
Fundação de Apoio
a Pesquisa e Extensão.
Ha pubblicato vari
articoli e libri su
ristrutturazione produttiva,
mercato del lavoro,
macroeconomia
e sviluppo regionale.
l'intervista
9
ANGRA DOS REIS-BRASILE.
Lavoratori della Petrobras
nell'impianto offshore,
ubicato a 180 chilometri
a sud di Rio de Janeiro.
In apertura: il presidente
brasiliano Inacio Lula
da Silva a colloquio
con il Ceo di Petrobas.
Energia a passo di samba