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giu   10

NUCLEARE: L'ARSENALE ISRAELIANO AL CENTRO DEL PROSSIMO INCONTRO AIEA
ISRAELE



Si discuterà di energia e nucleare "made in Israel" nel prossimo vertice dell'Aiea previsto per giugno. L'agenzia dell'Onu, che si occupa di atomica, ha formalmente chiesto che la posizione di Tel Aviv venga discussa nella prossima riunione. Israele infatti non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione, perché esso comporta l'apertura dei propri siti agli ispettori. Nonostante da tempo l'attenzione internazionale sia sull'Iran, Israele è l'unica nazione in tutta l'area mediorientale a possedere la bomba nucleare, sebbene la portata del suo arsenale non sia ancora stata divulgata e resti – dunque – segreta. Addirittura alcune fonti occidentali sono dell'opinione che lo Stato ebraico nasconda una riserva nucleare nell'impianto di Dimona, attivo da 40 anni, nel deserto di Negev. Secondo Avner Cohen, esperto della materia, "Tel Aviv ha un arsenale composto fra le 80 e le 100 testate", anche se  - precisa – "si tratta di supposizioni". Intanto le nazioni Arabe insistono sulla assoluta necessità di dare vita ad una regione priva di arsenali nucleari e invitano Israele sottoscrivere il Trattato di non proliferazione; un passo che Teheran, invece, in qualche modo ha compiuto. Da sottolineare poi che il premier Benjamin Netanyahu non ha partecipato alla recente Conferenza sul nucleare promossa a Washington da Barack Obama, perché Egitto e Turchia avrebbero sollevato la questione durante il vertice. Tel Aviv ribadisce la ferma opposizione alla firma del Trattato, perché prevede l'apertura dei siti alle ispezioni degli esperti. Una posizione definita "corretta" dal Ministro della difesa Ehud Barak, secondo cui "non vi sono ragioni per cambiare" visto che si "opera a stretto contatto, direi con le necessarie precauzioni, con gli Stati Uniti". Secondo alcuni organi di stampa asiatici nei giorni scorsi, infine, Washington ha declassato una lettera di Henry Kissinger al presidente Richard Nixon, in cui si dava il via libera al nucleare israeliano. Confermando di essere a conoscenza dell'arsenale atomico di Tel Aviv, l'ex Segretario di Stato Usa scriveva che "mentre in via teorica vorremmo contrastare" il possesso di armi di Israele – fonte di instabilità nella regione – "ciò che davvero vogliamo come minimo" è impedire che la riserva diventi "un fatto di dominio pubblico".