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lug   10

IL BRASILE ARBITRO DEL FUTURO DEL GAS IN AMERICA LATINA
BRASILE




Il Brasile è sempre più potenza economica e guida politica dell'America Latina. A sostenerlo è Maria das Gracas Silva Foster, Direttore Gas ed Energia del colosso Petrobras. Nel corso del suo intervento, alla recente conferenza mondiale sul gas naturale, Foster ha sottolineato che il destino del gas e del GNL in sud America sarà nelle mani del Brasile. "Gli investimenti fatti negli ultimi anni – ha dichiarato - sono stati fondamentali per costruire un'infrastruttura energetica tecnologicamente all'avanguardia, sia per quanto riguarda l'esplorazione di nuove riserve di gas nella parte nord-est del paese, sia per il potenziamento della rete di gasdotti e l'introduzione delle nuove piattaforme offshore di LNG nella zona di Pre Sal, dette anche FLNG". Foster ha anche sostenuto che il 57% della matrice energetica brasiliana è composto di energia non dannosa per l'ambiente e che tale percentuale è  destinata a crescere ulteriormente, raggiungendo la soglia del 61% esattamente fra 20 anni. Fino al 2003 il Paese guidato da Luis Inàcio Lula disponeva di una rete di gasdotti pari a 6.451 chilometri. Tale infrastruttura è aumentata enormemente fino ad arrivare ai 7.676 km dello scorso anno, e per la fine del 2010 si stima che si sfioreranno i 10.000 km, attestandosi su 9.266 chilometri di rete. Tutto ciò tenendo anche in considerazione la costruzione di due nuovi terminali di GNL, quelli di Pacem e di Guanabara, che avranno il compito di soddisfare buona parte della domanda del mercato interno e di conquistare, allo stesso tempo, nuove fette di mercato in America latina, specialmente in Argentina ed anche negli Stati Uniti.