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A EST SI PUNTA SEMPRE PIÙ SUL GAS: L'ATTIVISMO RUSSO
FEDERAZIONE RUSSA
I Paesi dell'Est, Russia in testa, stanno sempre più perseguendo una politica ‘"espansionistica'', basata sull'utilizzo del gas, di cui possono sfruttare e beneficiare gli enormi giacimenti.
È il caso della ex Unione Sovietica, che può vantare immensi depositi di metano, che si trovano principalmente nella Siberia occidentale, ma anche in quella centrale e orientale, così come nel mar Bianco. Alcuni giacimenti insistono nel Caucaso e nel Caspio.
Fuori dai confini russi sono pochi gli attori energetici di rilievo, ma tutti dipendenti dalle infrastrutture di Mosca. I principali siti di gas naturale sono in Kazakistan, nella regione di Astrakan, presso la città di Atyrau, sul Mar Caspio, e nella regione di Karachaganak, al confine settentrionale con la Russia. In Uzbekistan nella regione di Gazli. Ancora in Kazakistan nella regione di Zhetybay, sul Mar Caspio, al confine col Turkmenistan.
E proprio il Turkmenistan si sta facendo notare per una nuova dinamica commerciale. Potendo contare anch'esso su cospicui giacimenti, come ad esempio nell'area del Khorog Majsk e del Dauletabad, al confine con l'Iran. Zone, queste, ricche di gas naturale. Al riguardo, perciò, recentemente il Turkmenistan ha aperto i suoi giacimenti all'estrazione di partner anche occidentali. Dal Turkmenistan muove il gasdotto trans afgano "Tapi", che porta il metano direttamente verso l'India passando dalla provincia afgana di Herat, sotto controllo delle forze armate italiane del contingente Nato.