IL GAS VERSO UN'ETA'DELL'ORO?



Redazione Oil


Per Fatih Birol, capo economista IEA, che ha presentato lo special report al Palazzo Eni a Roma, “il gas avrà la possibilità di crescere e di rappresentare, entro il 2035, il 25% del mix energetico globale”


 

Il gas sta entrando in una “età dell’oro”? E’ la domanda alla quale cerca di rispondere l’International Energy Agency (IEA) nel suo nuovo special report sulla crescente importanza del gas naturale nel mix energetico globale. Fatih Birol, capo economista della IEA, presentando il Report al Palazzo Eni, a Roma, ha sintetizzato così le previsioni: “Se l’industria del gas giocherà bene le proprie carte, il gas avrà la possibilità di crescere e di rappresentare, entro il 2035, il 25% del mix energetico globale”.


Tra i fattori che favoriscono il successo del gas, Birol cita la crescita delle forme non convenzionali di gas (metano, shale gas), che potrebbero avere un effetto nel medio termine; gli obiettivi della Cina, che nel suo piano quinquennale si propone di incrementare l’uso del gas e, infine, la chiusura delle centrali nucleari in molti paesi., che spinge chiaramente alla ricerca di altre fonti energetiche. Tra le conseguenze di un boom del gas per le altre fonti energetiche, il capo economista IEA spiega che le principali sarebbero una minore utilizzazione del petrolio, una lenta de carbonizzazione e, ipotizzando che gli impegni attuali restino stabili, una crescita inferiore delle rinnovabili. Dal punto di vista dell’offerta, Birol precisa che il gas ci fa stare tranquilli: “Abbiamo 250 anni di produzione di gas di fronte a noi, per far fronte alle nostre esigenze”.
Quanto al contributo che il gas può riservare alla lotta al cambiamento climatico, Birol raffredda gli entusiasmi: il gas è un’ottima soluzione per la riduzione dell’inquinamento ma, se dovesse essere davvero l’energia del futuro, questo significherebbe che ci sarebbe maggiore richiesta di energia e, di conseguenza, un aumento di emissioni inquinanti. E queste, dice Birol, “sono cattive notizie per il contrasto alla Co2”. Però, considerando che il carbone è in via di dismissione e che le energie rinnovabili sono ancora problematiche per via dei costi, il gas “è fortunato”, aggiunge Birol.


Alla presentazione del report erano presenti anche l’ad di Eni, Paolo Scaroni, e il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia. Il top manager ha confermato l’importanza crescente del gas nel panorama energetico mondiale e ha parlato anche della questione Libia: "Resta il problema della Libia, tutti noi abbiamo le idee piuttosto confuse sull'argomento e nessuno riesce a prevedere cosa succederà". Scaroni ha comunque aggiunto che "siamo in grado di far fronte alla carenza" di gas libico anche se, ha concluso, "non possiamo permetterci di avere altri problemi di approvvigionamento". "Dalla Libia - ha ricordato - noi riceviamo circa 10 miliardi di metri cubi di gas, pari al 13-14% del consumo italiano. Siamo in grado di far fronte a questa carenza, ma solo a questa. Possiamo digerire un problema, non ne possiamo digerire un secondo". Per l’ad, inoltre, è necessario integrare le reti del gas in Europa: "L'Europa non sta facendo niente sul tema più semplice, ossia quello di integrare le reti del gas", ha spiegato. In questo modo, ha proseguito, "si creano colli di bottiglia spaventosi. Non si fa nulla per consentire che il gas spagnolo possa essere portato, ad esempio, in Polonia o per portare il gas che arriva in Italia in Bulgaria. Tutto questo rende la sicurezza dell'approvvigionamento pesantemente a rischio".