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LA RISCOSSA DEI FONDI SOVRANI
ITALIA
Gli investimenti dei fondi sovrani ritornano ai livelli pre-crisi. È quanto emerge dal Rapporto trimestrale sui fondi sovrani (Swf) messo a punto da Monitor Group e Fondazione Eni Enrico Mattei, che analizza gli ultimi sviluppi sugli investimenti dei Swf.
L'analisi delle transazioni durante il terzo trimestre del 2009 evidenzia un trend crescente, con un numero di operazioni doppio rispetto al precedente trimestre con un balzo da 11 a 25 operazioni, oltre a un significativo incremento nel controvalore che passa da 3,5 a circa 25, 3 miliardi di dollari. Non si riportano valori così elevati dall'inizio della crisi economica. La tendenza a prediligere investimenti sui mercati esteri sembra consolidarsi. I Swf hanno infatti registrato soltanto 5 acquisizioni sui mercati domestici per un controvalore di soli 2 miliardi di dollari, meno del 10 percento del totale. I mercati industrializzati si sono dimostrati ancora una volta una forte attrattiva per i Swf; tuttavia, per la prima volta dall'inizio del 2008, la maggior parte degli investimenti ha avuto come target i paesi Ocse (controvalore 22,2 miliardi di dollari e l'88 percento del totale).
Il settore finanziario si è dimostrato meno attraente rispetto al passato, contando solo due operazioni per un totale di 2 miliardi di dollari. Per contro, alcuni settori legati all'ingegneria come quello automobilistico e delle costruzioni sono risultati gli obiettivi preferiti dei Swf. Un numero di transazioni pari a 5 ma per un controvalore di 11,7 miliardi di dollari. I fondi più attivi sul mercato in questo trimestre sono stati il fondo cinese China Investment Corporation con 5 acquisizioni e un controvalore di 3,8 miliardi di dollari, e il fondo International Petroleum Investment Company di Abu Dhabi con 4 acquisizioni per controvalore di 6,7 miliardi di dollari.
"I fondi sovrani stanno decisamente riemergendo dalla crisi con nuove strategie di investimento, ritornando a scommettere sui mercati internazionali ma evitando accuratamente il settore finanziario" ha commentato Bernardo Bortolotti, direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei. "Sembra che i fondi più solidi e forti stiano uscendo dallo stallo e riguadagnando dinamismo".