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nov   11

CLIMA: PER L'UE KYOTO NON BASTA. PESSIMISTA LA CINA
SUD AFRICA




Durban - Il mondo ha bisogno di un piano più ambizioso del protocollo di Kyoto per risolvere il problema del surriscaldamento globale. Alla Conferenza sul clima di Durban l'Unione europea ha ribadito la sua posizione di rinnovare l'accordo con una nuova firma, questa volta comprensiva di tutti i paesi, che copra fino al 2015 invece che fino al 2020 come chiesto finora. La proposta è stata illustrata dal negoziatore europeo Artur Runge-Metzger secondo cui "Kyoto da solo non può salvare il pianeta. I paesi stanno uscendo dal protocollo". Adottato nel 1997 e entrato in vigore nel 2005 il Protocollo non è mai stato firmato da Usa e Cina che, da sole, contribuiscono per l'11 percento all'inquinamento mondiale di CO2. "Per noi non c'e' alcun protocollo di Kyoto sul tavolo" ha detto secco il commissario speciale per i cambiamenti climatici statunitense Todd Stern. Per Washington infatti i limiti alle emissioni di gas serra - per ora previsti dal protocollo solo per i Paesi più industrializzati - devono necessariamente essere estesi anche alle nazioni in via di sviluppo, prima fra tutte la Cina, che lo scorso anno si e' piazzata al primo posto come Paese più inquinante al mondo, superando anche gli Stati Uniti. Anche altri paesi firmatari, come la Russia, il Canada e il Giappone, sono al momento molto critici e più orientati a uscire dall'accordo piuttosto che a rinnovarlo. Per la Cina il vertice sul cambiamento climatico di Durban lascia poco spazio all'ottimismo. Lo ha dichiarato in un'intervista alla radio di stato Radio Cina Internazionale Su Wei, mandato da Pechino nella città sudafricana come negoziatore. "Le prospettive non sono ottimistiche" ha detto senza scendere nei dettagli Su a proposito dei colloqui in corso e dei risultati previsti. Per trovare una soluzione ai problemi del surriscaldamento climatico, 190 delegazioni, sono riunite da oggi fino al 9 dicembre a Durban. Tra gli obiettivi del summit anche quello della creazione entro il 2020 di un fondo per il clima da 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi più poveri a far fronte ai costi della riduzione delle emissioni di gas serra.