giu 10
CINA: DIFFICOLTÀ PER VIA DELLA CRISI DELL'EURO
CINA
Continuano ad arrivare segnali di crisi in Cina, e stavolta per via dei profondi problemi che sta attraversando l'Euro. La forte perdita di valore della moneta europea nei confronti dello yuan, sia in seguito al crack della Grecia che alle incertezze economiche degli altri Paesi, sta causando una impennata dei prezzi delle merci esportate, con conseguente minore competitività. Il cambio oscilla intorno a 8,3587 yuan per euro, in pratica il minimo da 7 anni a questa parte, anche se c'è da mettere in risalto che gli analisti ricordano che negli ultimi 4 mesi la valuta cinese ha guadagnato il 14,5% su quella continentale. Pechino ha tenuto bloccato il cambio yuan-dollaro americano dalle metà del 2008, opponendo resistenza alle critiche e alle forti pressioni della comunità internazionale, che considerano appunto lo yuan assolutamente sottostimato rispetto al valore effettivo. Dal canto suo il governo del colosso asiatico ha sempre ribattuto che una propria moneta stabile favorisce la ripresa economica del Paese e quindi, con una punta di presunzione (anche se con un fondamento di verità) dell'intero mondo. La scorsa settimana, però, il portavoce del Ministro degli esteri ha osservato che aumentano gli effetti negativi di tale misura, rendendo più costose e meno appetibili le merci che vengono esportate verso i paesi dell'Unione europea, che comunque rimane il partner commerciale più importante. Nel mese di marzo 2010 le esportazioni cinesi sono state inferiori alle importazioni, e questo è avvenuto per la prima volta negli ultimi 6 anni. Pechino si è comunque mostrato fiducioso che la situazione migliori nei prossimi mesi, ma ritiene che le esportazioni su base annuale diminuiranno in modo evidente. Anche perché nel 2009 e nei primi 4 mesi del 2001 in Cina c'è stato un forte aumento della richiesta di beni di consumo, anche di lusso.