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lug   10

ITALIA: MINISTERO SVILUPPO, NORME SICURE PER L'ESTRAZIONE D'IDROCARBURI
ITALIA




Roma - Prima di poter mettere in esercizio un pozzo di idrocarburi in Italia è necessario ottenere almeno 3 diverse valutazioni ambientali favorevoli (alla prospezione, alla perforazione esplorativa, allo sviluppo ed estrazione) e altrettante autorizzazioni alla costruzione e all'esercizio da parte degli organi tecnici. Lo ha ricordato Franco Terlizzese, direttore generale risorse minerarie ed energetiche del ministero dello Sviluppo Economico, durante un'audizione all'ottava commissione della Camera sull'adeguatezza, ai fini della sicurezza ambientale, dei criteri adottati per il rilascio delle concessioni minerarie. Il dirigente ha spiegato che "tale procedura se da un lato rende estremamente complesso e lungo il processo di sviluppo di risorse nazionali", dall'altro "garantisce attraverso i successivi passaggi amministrativi e tecnici un'analisi approfondita ed un'informazione diffusa superiore a quella di qualunque altro paese". "Anche se l'Italia è definito un Paese povero di risorse minerali - ha spiegato Terlizzese - abbiamo da sempre cercato di ridurre i consumi di energia e di valorizzare al massimo altre risorse di cui disponiamo". Infatti "la funzione della produzione nazionale di idrocarburi ha un ruolo complementare ma indubbiamente importante, perché contribuisce ad un irrinunciabile obiettivo della politica energetica nazionale: garantire sicurezza, flessibilità e continuità degli approvvigionamenti di energia". I numeri del settore possono essere così riassunti: 6.000 persone tra diretto e indotto; circa 7.000 pozzi perforati in Italia, senza incidenti rilevanti in mare; 700 pozzi in esercizio, di cui 70 di petrolio in mare con l'installazione di 115 piattaforme in mare; nessuna attività in acque profonde; un fatturato di circa 15 miliardi di euro l'anno tra diretto in Italia e indotto dalle imprese italiane all'estero ed oltre 2 miliardi tra tasse e royalty.