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feb   10

IEA: LA DOMANDA DI PETROLIO NEI PAESI AVANZATI HA RAGGIUNTO IL PICCO
ITALIA


Roma - La domanda di petrolio nei paesi più industrializzati ha raggiunto il picco e non tornerà più ai livelli del 2006 e del 2007, a causa dell'incremento dell'efficienza energetica e dell'aumento dell'uso di risorse alternative. Lo ha detto, Fatih Birol, capo economista della Iea, l'Agenzia internazionale dell'energia, durante la presentazione dell'Outlook 2009 all'Università Luiss di Roma. "Se guardiamo ai paesi Ocse in particolare a Usa, Europa e Giappone – ha sottolineato Birol - penso che i livelli di domanda toccati nel 2006 e nel 2007 non saranno più raggiunti. Potrebbero esserci alcuni alti e bassi, ma penso che il trend sarà decrescente in termini di consumi". La maggior parte della crescita della domanda di petrolio, ha aggiunto, verrà da paesi non Ocse, in particolare Cina, India e medio Oriente. "La sola Cina – ha ricordato – rappresenterà il 40% della domanda futura". Il capo economista della Iea ha lanciato poi l'allarme sull'offerta: "Se nei prossimi 2-3 anni la ripresa sarà sostenuta, l'offerta di petrolio rischia di essere insufficiente a causa della flessione degli investimenti dovuta alla crisi economica e di conseguenza i prezzi saliranno" , ha detto Birol. "Da qui al 2030, per mantenere il livello di output attuale, dobbiamo produrre almeno 45 milioni di barili al giorno di petrolio da nuovi giacimenti". In ogni caso, secondo le stime della Iea, al 2025 aumenterà decisamente la spesa dei singoli paesi per l'approvvigionamento. Negli Stati Uniti si passerà dall'1 al 2% del Pil, in Cina, dall'1 al 3%, in Giappone dal 2 al 3% e in India dal 3 al 6%. Per quanto riguarda il mercato del gas, Birol ha sottolineato che "negli Stati Uniti è in atto una rivoluzione silenziosa". Il riferimento è al cosiddetto shale gas, gas non convenzionale la cui produzione è in continuo aumento oltre oceano. "Al momento – ha spiegato l'economista - circa il 50% del gas Usa è non convenzionale e si arriverà al 60% nel 2020. Si tratta della maggiore novità dopo il nucleare". Una novità che, sommata alla flessione della domanda di gas naturale dovuta alla crisi, porterà in pochi anni ad una saturazione del mercato. "Di qui al 2015 – ha concluso Birol – il surplus di offerta globale di gas naturale raggiungerà i 200 miliardi di metri cubi l'anno".